Garanzia ISMEA gratuita per rinegoziare i mutui

Nel DL Energia, oltre al credito d’imposta per il consumo dei carburanti, sono presenti anche altre disposizioni a sostegno dei comparti agricolo e della pesca. L’articolo 19 concede la possibilità alle imprese attive nei predetti settori di rinegoziare e ristrutturare le esposizioni bancarie in essere, destinate a soddisfare le esigenze di conduzione o miglioramento delle strutture aziendali, procrastinando per un massimo di 25 anni i tempi residui di rimborso. La finalità della norma risiede nell’esigenza di fare fronte alla crisi di liquidità delle imprese, dovuta all’eccezzionale impennata dei costi dell’energia e delle materie prime già da metà 2021, cercando di garantire la continuità produttiva. Con la consapevolezza del legislatore dell’assenza di corrispondenza tra l’incremento dei costi di produzione e i prezzi di vendita, che restano stabili, con la conseguente contrazione dei margini di guadagno aziendale. Nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato e aiuti de minimis relativa ai comparti in argomento, si potra richiedere di rinegoziare o ristrutturare i mutui anche fuendo delle garanzie dirette  rilasciate da Ismea, secondo l’articolo 17 del decreto legislativo 102/2004, in modalità del tutto gratuita. In quest’ottica, la disposizione va letta a supporto del fondo di garanzia pubblica destinato ad agricoltura e pesca con un’azione di patrimonializzazione.  Duole constatare, tuttavia, che i due interventi del decreto non sono a costo zero per il mondo agricolo. Infatti, parte della dotazione prevista per le operazioni di rinegoziazione e ristrutturazione, pari a 10 milioni di euro, e l’intera copertura dell’intervento di cui all’articolo 20 alloggiano nella riduzione dello stanziamento iniziale di 50 milioni, per il 2022, destinato al fondo mutualistico nazionale a copertura dei danni catastrofali derivanti da alluvioni, gelo-brina e siccità istituito dall’articolo 1, commi 515-519, della legge di Bilancio 2022.


Sconti in aumento sul mercato delle cessioni dei crediti fiscali

Venti punti di sconto medio, con picchi intorno al 25% per ecobonus, bonus facciate e bonus ristrutturazioni. E’ una crescita costante, nei mesi, delle percentuali di sconto: un bonus 50% a giugno 2021 si vendeva al 16,7% meno del suo valore nominale, oggi viaggia al 25,5% di riduzione. Nel mercato delle cessioni di crediti fiscali non ci sono solo banche, assicurazioni e utility. Alcune di queste transazioni passano da piattaforme digitali, marketplace che si occupano di intermediare i crediti. Una di queste è Sibonus, attivata da InfoCamere, la società delle Camere di Commercio per l’innovazione digitale.  La dinamica di questi annunci (1.322 per un controvalore di 71,3 milioni di euro) consente di capire in che direzione si sta muovendo il mercato: ci sono sempre più crediti fermi nei cassetti fiscali, in attesa di essere ceduti, e sempre meno soggetti disponibili a comprare. Così, chi vuole vendere deve abbassare i prezzi.                                                                                L’andamento degli sconti è eloquente. La media degli annunci a giugno 2021 riportava sconti del 17,51 per cento. A marzo 2022, dopo gli ultimi interventi del Governo e le diverse fasi di blocco del mercato, siamo saliti fino al 20,88%: una differenza di oltre tre punti.        Su alcuni bonus, però, si sono concentrati scostamenti notevolissimi fino a quasi 9 punti. Il bonus ristrutturazione è passato dal 16,7% al 25,5% di sconto, l’ecobonus dal 17,6% a poco meno del 25%, il superbonus dall’8,7% all’11,8%. Fa eccezione solo il sismabonus, con sconti in riduzione: in questo caso le operazioni sono poche e i numeri meno significativi.

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BONUS CASA - LA CESSIONE DEI CREDITI

Da lunedì 7 marzo p.v. Poste Italiane riaprirà il servizio di cessione dei crediti di imposta per lavori edili. Lo ha assicurato l’Amm.Del., Matteo Del Fante intervenuto ieri al TGPoste. “La nuova norma che regola la cessione dei crediti ha avuto un  nuovo passaggio. Questa mattina abbiamo avuto un Consiglio di Amm.ne straordinario e possiamo comunicare che da lunedì 7 marzo, dopo aver allineato i processi al nuovo quadro, saremo nuovamente aperti per i nostri clienti per acquistare crediti”.


Minibond a quota 895 milioni nel 2021

Si consolida il mercato dei minibond tra le imprese italiane: dal 2014, anno in cui i minibond sono stati introdotti, fino ad oggi sono stati emessi quasi 1000 strumenti. In particolare lo scorso anno ha visto affluire sul mercato 150 strumenti da 134 emittenti unici, per un controvalore di 895 milioni di euro, di cui 26 quotati su Borsa Italiana e 124 collocati privatamente.

Il dato è lievemente inferiore rispetto a quanto registrato nel 2020, quando il numero di emissioni si era attestato a 176 minibond collocati per un controvalore di 1,112 miliardi di euro. A caratterizzare l’anno di questo segmento di mercato è stato l’andamento altalenante, con un quarto trimestre sotto tono, rispetto a quanto registrato nell’ultimo trimestre del 2020. Un trend che si spiega soprattutto per lo spiazzamento subito dal mercato del debito dall’introduzione delle garanzie pubbliche messe a disposizione delle imprese, le quali hanno preferito usufruire delle linee dirette di finanziamento a sostegno dei progetti di investimento.

A fare la fotografia del mercato dei minibond in Italia è il Barometro Minibond, il report trimestrale di Azimut Direct il quale si focalizza sulle emissioni obbligazionarie fino a 50 milioni di euro. Un trend “che continuerà anche durante il 2022 – ha spiegato Francesca Bartoli, responsabile analisi economiche Azimut Direct – allargando lo spettro degli strumenti di finanza straordinaria di debito non solo ai minibond ma anche alle obbligazioni convertibili e all’equity per le piccole e medie imprese, consolidando una tendenza già iniziata lo scorso anno”. Il report si concentra sulle emissioni a partire dal 2018, periodo segnato dalla costante diminuzione del fatturato medio degli emittenti, segno che sempre più aziende di dimensioni minori fanno ricorso ai minibond. Aumenta il ricorso ai mercati privati e a partire dal 2018 le emissioni private placement hanno rappresentato il 62% del totale (ovvero quasi 2 emissioni in private placement per ogni emissione quotata) fino a salire nel 2021 all’83% (ovvero, circa 4 emissioni in private placement per ogni emissione quotata), crescita in parte dovuta all’utilizzo dei basket bond. Dal 2019, anno di diffusione dello strumento, fino ad oggi, sono stati emessi 172 minibond all’interno di programmi basket bond, di cui 46 nel solo 2021. In questi ultimi 4 anni i minibond emessi in totale sono stati 646, di cui 152 quotati sul segmento ExtraMot Pro3 di Borsa Italiana e 494 collocati provatamengte, per un controvalore totale di 3,9 miliardi di euro, la cedola del 4,3% e la durata di 5,8 anni. Inoltre, il 65,8% delle emissioni si concentra in cinque regioni: Lombardia, Veneto, Campania, Lazio ed Emilia Romagna per un controvalore di circa 3,6 miliardi. Infine, la maggior parte dei minibond è stata emesse da imprese del settore industrials, per un totale di un miliardo, rappresentando il 25% del controvalore totale.

(da Il Sole 24 Ore del 26 Gennaio 2022)


Il credito alle Pmi del mondo fintech raddoppiA NEL 2021

Dopo il boom registrato nel 2020, i finanziamenti alle Imprese ed ai privati concessi dalle Fintech in Italia sono aumentati anche nel 2021. Secondo l’analisi condotta da ItaliaFintech, l’Associazione Italiana che raggruppa gran parte degli operatori del settore, nel corso del 2021 sono stati erogati finanziamenti (prestiti ed emissioni di bond) per 3,6 miliardi di euro, con un incremento del 101% rispetto agli 1,8 miliardi del 2020. In forte crescita anche il numero di imprese finanziate, passate da 5.970 nel 2020 a 12.278 nel 2021 (+105%):

Pur rappresentando una nicchia del mercato dei crediti globale all’economia, il mondo fintech sta registrando una forte ascesa soprattutto tenendo conto che l’attività è partita da zero solo 4 – 5 anni fa.

La rapidità e la semplicità del servizio riservato ai clienti attraverso le piattaforme digitali sta risultando attraente per la clientela. E l’ampio bacino di mercato potenziale – che va dalle piccole imprese, agli artigiani ed ai commercianti, fino ai professionisti, vede il continuo ingresso nel settore delle fintech del credito di nuovi protagonisti, italiani ed esteri. Lo dimostra anche la crescita delle imprese associate a ItaliaFIntech, nata nel 2018, che ormai ammontano a 26 aziende che spaziano dal lending ai servizi di pagamento, dal crowfunding alla gestione del risparmio.

(estratto da articolo de Il Sole 24 Ore di martedì 1 Febbraio 2022)


Fondo PMI, garanzie SACE e tutte le novità sulla liquidità per le PMI

Al fine di limitare gli effetti economici della pandemia di Covid-19, nel corso del ‘2020 il Governo italiano ha approvato diverse misure a sostegno della liquidità delle imprese. Tra le misure più importanti rientra sicuramente il cosiddetto Decreto Liquidità (D.L. 23/2020), che ha potenziato le garanzie sui finanziamenti alle PMI offerte dal Fondo Centrale di Garanzia e istituito presso SACE il nuovo strumento straordinario “Garanzia Italia”. Come già avvenuto nel ‘2021 con il Decreto Sostegni-Bis, anche per il ‘2022 è prevista una proroga. La bozza della Legge di Bilancio ‘2022, attualmente in discussione, estende infatti fino al 30 giugno 2022 l’operatività straordinaria del Fondo dio garanzia PMI e di Sace. Vediamo in appresso in cosa consistono questi due strumenti.

Fondo di garanzia PMI

Il Fondo di garanzia PMI, costituito presso Mediocredito Centrale (MCC), ha lo scopo di fornire una parziale assicurazione ai finanziamenti concessi dagli istituti di credito a favore delle piccole e medie imprese. Il Decreto Liquidità ha stabilito una disciplina straordinaria per il Fondo al fine di garantire continuità operativa alle imprese colpite dalla pandemia Covid-19. La bozza della Legge di bilancio ‘2022 estende le agevolazioni previste fino al 30 giugno 2022, sebbe con alcuni correttivi, e inserisce specifiche per il successivo periodo luglio-dicembre. Di seguito una sintesi di quanto al momento indicato:

Fase 1: dal 1° gennaio al 30 giugno 2022.

  • Per finanziamenti di importo superiore a EUR 30.000, proroga delle garanzie con percentuali di copertura invariate:
  • Per prestiti fino a EUR 30.000, le garanzie scenderanno all’80%.
  • In entrambi i casi, dal 1° aprile 2022 la garanzia non sarà più a titolo gratuito, ma è prevista una commissione.

Fase 2: dal 1° luglio al 31 dicembre 2022.

  • L’importo massimo garantito per singola impresa resta fissato a EUR 5M.
  • Per i finanziamenti legati a fabbisogni di liquidità, la copertura scende al 60% per le imprese rientranti nelle fasce 1 e 2 (ovvero le imprese “più virtuose”) del modello di valutazione MCC:
  • Per le restanti imprese e per i finanziamenti legati a investimenti resta una copertura all’80%.
  • Prevista l’ammissibilità a Garanzia anche per le imprese rientranti in fascia 5 – ovvero, la fascia meno “virtuosa”, esclusa in regime di operatività ordinaria.

Garanzia SACE.

La bozza della Legge di Bilancio 2022 prevede il prolungamento fino al 30 giugno 2022 anche delle “misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese” previste dall’articolo 1 del Decreto Liquidità, ovvero di Garanzia Italia SACE. Ricordiamo che Garanzia Italia SACE, da ultima disciplina disposta dal Decreto Sostegni bis, prevede una copertura fino ad un massimo del 90% su operazioni fino a 8 anni con possibilità di due anni di preammortamento e ammontare di finanziamento legato a fatturato o costi del personale.

Sempre con riferimento a SACE, il Decreto Semplificazioni (decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76), a cui la bozza di Legge di Bilancio fà riferimento, introduce ulteriori garanzie su finanziamenti a favore di progetti del green new deal, denominate appunto Garanzia SACE Green. Progetti rientranti in questo ambito possono riguardare, ad esempio, la transizione verso un’economia pulita e circolare, tecnologie a basse emissioni e mobilità sostenibile.

Liquidità alle imprese: quali prospettive future?

La bozza della Legge di Bilancio 2022 prevede una uscita graduale dalle misure straordinarie a supporto della liquidità, eliminando progressivamente la gratuità delle garanzie e assottigliando il campo d’azione a favore delle imprese più bisognose. Pur nel ripristino dell’operatività ordinaria, sarebbe indubbiamente auspicabile rendere permanente il massimale di EUR 5M sul Fondi di Garanzia, per scongiurare un eventuale rischio di credit crunch legato al ritorno a un plafond di EUR 2,5M.

Al di là delle soglie specifiche, il ritorno alla normalità richiederà un cambio di prospettiva con un progressivo allargamento a strumenti equity, attraverso piattaforme specializzate che affiancheranno sempre più l’offerta di credito a lungo termine. Sia che si parli di debito che di capitale di rischio, a essere premiate saranno le imprese che accedono ad una consulenza qualificata per cogliere al meglio le opportunità del mercato dei capitali.

(Gruppo Azimut-AZIMUT DIRECT)

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Erogazione contributo per la "Nuova Sabatini"

Erogazione contributo

Erogazione del contributo in un’unica soluzione per le domande presentate dalle imprese a decorrere dal 1° gennaio 2021

Come previsto dall’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, il contributo è erogato dal Ministero alle PMI beneficiarie in un’unica soluzione indipendentemente dall’importo del finanziamento deliberato.

L’erogazione in un’unica soluzione si applica a tutte le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dal 1° gennaio 2021.

Indicazioni e chiarimenti in merito alle modalità applicative della nuova normativa sono riportate nella circolare direttoriale n. 434 del 10 febbraio 2021.


RIFINANZIAMENTO per la "Nuova Sabatini"

Avviso

Rifinanziamento per la “Nuova Sabatini”

Contributi per l’acquisto di beni strumentali

Con l’approvazione del disegno di legge “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2021” (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 246 del 14/10/2021) sono stati stanziati ulteriori 300 milioni di euro per assicurare la continuità operativa della misura “Nuova Sabatini”, che persegue l’obiettivo di rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle PMI, attraverso l’accesso al credito finalizzato all’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuove di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) ad uso produttivo.            Le risorse aggiuntive messe in campo con detto provvedimento si aggiungono a quelle precedentemente stanziate per la misura nell’annualità 2021, sia all’articolo 1, commi 95-96 della Legge di Bilancio 2021, pari a 370 milioni di euro, che all’articolo 11 ter del Decreto Sostegni bis, pari a 425 milioni di euro.


Composizione negoziata per la soluzione della crisi d'impresa-D.L.24 agosto 2021 n.118

In vista dell’entrata in vigore della procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa, il prossimo 15 novembre, il Ministero della Giustizia ha emanato in data 28 settembre 2021 un Decreto dirigenziale che scandisce le fasi del percorso delineato dal protocollo di conduzione della crisi d’impresa.

Il contenuto del decreto dirigenziale conferma la natura consulenziale dell’incarico dell’esperto: si tratta di una figura imparziale, indipendente, ma certamente cui vengono richieste esperienza, capacità tecnica, negoziale e di relazione. Sono caratteristiche tipiche di ogni advisor di rilievo, ma che – ove posizionate in capo ad un soggetto che operi senza dubbio alcuno nell’interesse di tutte le parti – garantiscono un apporto di sicuro pregio ad un contesto, quello della negoziazione con i creditori, troppo spesso condizionato dalla sfiducia reciproca e da una frequente inadeguatezza qualitativa nella preparazione degli Advisor.

Il decreto dirigenziale chiarisce ulteriormente il ruolo dell’esperto, il quale – come peraltro già recita il testo del quinto comma dell’articolo 5 del decreto legge 118 – “prospetta le possibili strategie di intervento fissando i successivi incontri con cadenza periodica ravvicinata”: queste prerogative, tipiche di ogni Advisor, vengono attribuite all’esperto non nella direzione di sostituirsi all’advisor del debitore, ma di aiutarlo a mantenere la barra del timone verso spiagge cui sia possibile l’approdo. Evitare proposte irricevibili, o basate su presupposti irrealizzabili, posizionare l’ago della bilancia il più possibile verso la metà, è il compito dell’esperto.

Sarà dunque l’esperto a vagliare, insieme agli advisors, non solo lo status inziale dell’Impresa – situazione contabile, cause della crisi – e il suo piano di risanamento, ma anche le proposte da formularsi alle singole controparti, ben delineate nell’allegato al decreto dirigenziale.

 

 

 

 

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La chiave è nella finanza alternativa

"Il Covid accelera il processo di disintermediazione del settore bancario rispetto alle esigenze dell'economia reale. La finanza alternativa avrà sempre più spazio, non in contrapposizione al sistema bancario ma in sinergia. Con una crescente collaborazione". Federico Ghizzoni, che dopo anni al timone dell'Unicredit oggi è passato dall'altra parte della barricata  nel ruolo di presidente di Clessidra Capital Credit sgr e di Clessidra Factoring, non ha dubbi: il Covid contribuirà a dare una spallata al bancocentrismo italiano e darà alle imprese un più ampio ventaglio per scegliere come finanziarsi. Trasformandosi da sciagura sanitaria a occasione per la manifattura. "A fine anno il fatturato del settore potrà essere tornato ai livelli pre - pandemia", pronostica. Grazie anche - è il punto - alla finanza alternativa; cioè a tutto l'universo dei fondi di private capital, definizione che include quelli di private equity, private debt, venture e simili. Un mondo che - seppur ancora piccolo in Italia - si ritaglierà un ruolo sempre maggiore e farà crescere il Paese.